LA STORIA DEL NIPPON

 

"Il NIPPON ha la natura dell'acqua. L'acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato. Non ha forma propria, ma prende quella del recipiente che la contiene. È permanente ed eterna come lo spazio e il tempo. Invisibile allo stato di vapore, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta della terra. Solidificata in un ghiacciaio, ha la durezza della roccia. Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti. Eccola, turbinante nelle cascate del Niagara, calma nella superficie di un lago, minacciosa in un torrente o amichevole in una fresca sorgente scoperta in un giorno d'estate.
E ora datemi una birra, che mi è venuta sete."

Gujiro Koizushi, Sho-tan (1886-1964)
(8° Dan)


LA LEGGENDA

La più nota racconta che intorno alla metà del '500 un medico di Nagasaki, SHIROBEI AKITAMATZU, si recò in Cina per approfondire le sue cognizioni sui metodi di rianimazione, che presupponevano una perfetta conoscenza dei punti vitali del corpo umano e un bel pelo sullo stomaco.
Akitamatzu, uomo di multiforme ingegno, approfittò del soggiorno nel continente per studiare anche il taoismo, le arti marziali cinesi e la ricetta degli involtini primavera. Tornato in patria, durante un periodo di meditazione notò che i rami più robusti degli alberi si spezzavano sotto il peso della neve, mentre quelli di un salice si piegavano flessuosi fino a scrollarsi del peso, per riprendere poi la posizione senza aver subito danni.
Applicando alle tecniche di lotta apprese in Cina le considerazioni maturate sulla cedevolezza o "non resistenza", Akitamatzu avrebbe potuto facilmente inventare il judo.
Preferì invece concentrarsi sugli involtini primavera.
Invitò quindi i suoi discepoli a cena, si sbronzò in modo indecoroso e convinse tutti a mettersi in cerchio e a urlare, gettando in questo modo le basi teoretiche e pragmatiche del NIPPON così come lo conosciamo ora.


NASCE IL NIPPON

Onizuki Kano si trasferì a Tokyo nel 1871 con la sua famiglia.
D'intelligenza vivissima ma di gracile costituzione, tanto che gli era sufficiente provare a sollevare l'asse del water per farsi uscire un'ernia ombelicale, doveva subire la prepotenza dei compagni, dai quali avrebbe voluto difendersi praticando il ju-jutsu.

Poiché gli allenamenti di ju-jutsu si tenevano di mercoledì sera, quando era uso dedicarsi all'happy hour al pub "La papera pettegola", Kano dovette rinunciarvi, dedicandosi quindi alla ginnastica e alle tartine con le olive per irrobustire il suo fisico.

Nel 1877, iscrittosi ai corsi di "Teoria e tecniche della puzza" presso l'università di Tokyo, poté finalmente avvicinarsi al ju-jutsu, cui si applicò con passione, impegnandosi in duri allenamenti (sempre ricoperto di piaghe, era soprannominato "Unguento").

I suoi primi maestri furono Hachinosuke Fukutaki e Masatomo Isozuki, della Tenshin-Shin'yo-ryu, dai quali apprese in particolare il KATAME-WAZA e l'ATEMI-WAZA, venendo in possesso dei DENSHO (libri segreti) della scuola dopo la loro morte.
Pare che nei libri segreti fosse addirittura spiegato che cosa fossero il KATAME-WAZA e l'ATEMI-WAZA. Ma su questo punto la storia non ha mai fatto chiarezza.

Conobbe quindi Tsunetoshi Iikubo, esperto della Kito-ryu, da cui apprese il NAGE-WAZA, tecnica di sorprendente complessità che però permette a chi la padroneggia di fare chiamate interurbane senza dover comporre il prefisso.
Mentre progrediva con sorprendente facilità, penetrando i segreti dei diversi stili, nel 1881 ottenne la laurea in Scienze della Comunicazione (facoltà che aveva scelto dopo aver abbandonato "Teoria e tecniche della puzza", considerata troppo selettiva) e cominciò ad insegnare al Gakushuin (Scuola dei Nobili).

Nel 1882 il giovane professore aprì una palestra di appena 12 tatami nel tempio di Eisho, radunandovi i primi 9 allievi: nasceva così il KODOKAN ("luogo per studiare la VIA"), dove il giovane professore elaborò una sintesi di varie scuole di ju-jutsu.
I monaci di Eisho, però, si offesero un po' per non essere stati avvertiti dell'arrivo di dieci persone e dodici tatami nel loro tempio.
Con pacatezza zen lo stordirono a morsi.

Tumefatto ma non pago, Kano trasferì la sua palestra nel parcheggio di un autogrill. Qui, forse per noia, forse per una reazione chimica all'olio di frittura che impregnava l'aria, il giovane maestro decise di darsi all'etilismo e ai giochi stupidi.
Perfezionò così in forma ludica il suo stile di combattimento.
Non più soltanto un'arte guerresca, ma destinata alla divulgazione quale forma educativa del corpo e dello spirito, la nuova disciplina venne chiamata NIPPON (in mandarino antico "Giappo").
Come precisò Kano nel 1922, il NIPPON si fondava sul miglior uso dell'energia (SEI RYOKU ZEN YO) allo scopo di perfezionare se stessi e contribuire alla prosperità del mondo intero (JI TA KYO EI), per poi farsi quattro risate.

Nel 1895 Kano elaborò con i suoi allievi migliori il primo GO-KYO ("cinque principi") o metodo d'insegnamento; nel 1906 riunì a Kyoto i rappresentanti delle varie scuole per delineare i primi KATA ("modelli" delle tecniche di lotta).
Nel 1921 presentò il nuovo GO-KYO, tuttora invariato e, obiettivamente, anche poco cagato dal grande pubblico.

Kano morì nello scoppio di un raviolo a vapore nel 1939.
Di lui ci rimane una sorta di testamento spirituale, lasciato ai suoi allievi due anni prima del tragico evento:

" Il NIPPON non è soltanto uno sport. Io lo considero un principio di vita, un'arte e una scienza. In effetti, non è affatto uno sport. Scusate. Ahahahahahahah! "


Onizuki Kano, il "padre del Nippon"